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Cioccolata e cioccolatini a Torino: dove mangiarli in centro?

  1. Bicerin. Un piccolo locale storico di Torino, con tavolini rotondi anche loro piccolini. E’ difficile trovare posto al Bicerin, soprattutto nei freddi e grigi inverni torinesi quando le persone, attirate dal magico fascino di questo piccolo caffè, si ritrovano ad assaporare una calda cioccolata, riscaldati dalle candeline sempre accese. Ma in realtà il Bicerin, prende il nome da una storica bevanda calda fatta da cioccolata mescolata a caffè e ricoperta da uno strato di crema. Riconosciuta ufficialmente come bevanda tradizionale piemontese, il Bicerin arriva fino a noi dopo una lunga storia che iniziò nel settecento. E chissà che Camillo Benso conte di Cavour, Dumas, Nietzsche, Puccini e altri ospiti illustri di questa bottega siano stati un po’ ispirati dalla magica bevanda…Schermata 2017-12-08 alle 16.07.49
  2. da Baratti & Milano. Nell’affascinante contesto della Galleria subalpina, con ingresso diretto da Piazza Castello, apre le sue porte questo caffè ormai presente nella tradizione dei torinesi dal 1858. Proprio come allora, ancora oggi la cioccolata calda viene fatta a mano, servita in argenteria d’epoca e accompagnata da un piattino di panna appena montata.
  3. cioccolateria Peyrano. Se c’era qualcosa da festeggiare mio papà tornava a casa da lavoro alla sera con un vassoietto di cioccolatini di Peyrano. Noi bambini ce li gustavamo uno ad uno, leccandoci le dita fino all’ultimo pezzo di cioccolata.Schermata 2017-12-08 alle 16.36.19
  4. se di cioccolata parliamo allora non si può non parlare e, soprattutto, assaggiare il Gianduiotto. Fu presentato per la prima volta nel 1865 dalla maschera Gianduia per la ditta Caffarel durante il carnevale. E’ diventato ormai uno dei principali simboli della città grazie al suo perfetto connubio tra cioccolato e nocciola piemontese. A Torino sono diversi i caffè pasticcerie dove potrete assaggiare l’originale cioccolatino.
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5 cose da fare nei dintorni di Torino

  1. Salite alla Basilica di Superga con la Dentera. La Dentera è un vecchio trenino che sale da Sassi, i piedi della collina, a Superga. Si chiama così per il meccanismo a forma di denti che consente al trenino di salire e scendere dalla collina. Bastano un paio di vagoni bianchi e rossi fuori con l’interno rifinito in legno e le panche come una volta, per tornare indietro nel tempo. E a quale bimbo non piace fare un giro sul trenino?superga-834230_1920
  2. Passeggiate per i sentieri del Parco di Superga. I boschi che circondano la Basilica sono parco naturale. Alla piccola stazione di arrivo della dentera c’è un edificio, con vista spettacolare sulla città sottostante, che ospita un bar e un Museo che descrive flora e fauna della collina.
  3. Parco delle Tre Querce. Un parco avventura con diversi percorsi per tutte le età. Un modo diverso per saltare da un albero all’altro e vivere il bosco da un punto di vista più elevato!
  4. Mangiare gli agnolotti piemontesi, il fritto misto e il bonet “da Esterina” il ristorante che si trova a Baldissero Torinese. Un menù a cui nemmeno i bimbi più esigenti riusciranno a dire di no!
  5. Dalle colline di Pino torinese è possibile osservare le stelle all’Osservatorio astronomico. Un’esperienza unica per piccoli e grandi, grazie anche al museo che permette di comprendere facilmente i meccanismi dell’Universo!

 

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#foliage? I nostri consigli d’autunno

Ho sempre visto l’autunno come la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno. L’autunno è quel periodo un po’ di tristezza. No, non tristezza, è più malinconia. Mi fermo, guardo indietro all’estate che di solito è un turbinio di fatiche al diving, e guardo avanti, all’inverno, all’attesa della neve…che “chissà se quest’anno nevicherà!?”.

Respiro profondamente e osservo le foglie che lentamente ingialliscono e piano piano cadono dagli alberi. Continue reading “#foliage? I nostri consigli d’autunno”

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Halloween coi bimbi: passeggiando per borghi tra streghe e fantasmi!

Ci sono dei luoghi in Italia dove le mure di borghi, abbazie e fortezze narrano di storie (o leggende?) di streghe, angeli e fantasmi.

Noi ve ne consigliamo quattro. Tirate fuori dai vostri bauli i vostri cappelli, date una spolverata alla scopa e partite insieme a noi!

1. Su un alto sperone di roccia, all’ingresso della Val di Susa (TO), si erge la spettacolare Sacra di San Michele. 

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Si narra che la Torre della Bell’Ada, Continue reading “Halloween coi bimbi: passeggiando per borghi tra streghe e fantasmi!”

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Viaggi e allattamento

Per me il poter allattare i miei cuccioli durante i viaggi e gli spostamenti è stato assolutamente una nota positiva .

Essere certa che al mio piccolo basta che ci sia io è un pensiero che mi tranquillizza. Non mi devo preoccupare di aver scordato qualcosa, di non sapere dove potrò scaldare il latte o dove potrò sterilizzare il biberon.

Ho allattato e allatto ovunque. Se il piccolo si dispera so bene come fare a dargli conforto… Continue reading “Viaggi e allattamento”

consigli di viaggio

Gravidanza e viaggi: sì, ma…

Vogliamo parlare di gravidanza e di viaggi?

Se il dottore dà il permesso non ci sono problemi. Perché non prendere e partire? In fin dei conti

” La gravidanza è il periodo più bello della vita di una donna”, giusto?

Perché non renderlo ancora più bello con dei viaggetti, lunghi o brevi, week end fuori porta o una/due settimane da qualche parte? Perché non approfittare di quei mesi ancora da passare in due, romanticamente? Continue reading “Gravidanza e viaggi: sì, ma…”

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Expat: come organizzare la partenza

Una volta deciso di partire bisogna pensare al lato pratico, a come organizzare questa partenza.

“ Adesso che si fa?”

Partire all’avventura senza contatti e senza avere idea di dove andare, se non quella vaga dello stato, significa partire da zero sperando di non farsi cogliere dal panico.

Il primo passo per noi Continue reading “Expat: come organizzare la partenza”

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Come spostarsi a Sharm el-Sheikh

Sharm el – Sheikh si sviluppa su decine di chilometri di costa e spesso ci si ritrova a doversi o meglio, volersi, spostare dal resort dove si risiede alla zona centrale di Sharm dove si trovano locali, negozi e i principali servizi. Una lunga strada a due carreggiate, a 3 o 4 corsie ciascuna, lambisce tutti gli ingressi dei villaggi da Nabq, passando per l’aeroporto, fino ad arrivare a Naama Bay, Hadaba, l’Old Market e il Marina Travco: The Peace Road.

Per fortuna a Sharm hanno delle buone infrastrutture e, nonostante l’indisciplina dei conducenti d’auto e l’alta velocità, le strade sono fornite di un marciapiede che consente di rimanere ai bordi senza rischi eccessivi nell’attesa che passi un taxi o un taf-taf.

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Abitando al Domina Coral Bay, un grande villaggio Continue reading “Come spostarsi a Sharm el-Sheikh”

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I BIMBI E I PRIMI RESPIRI SOTT’ACQUA

L’acqua è l’ambiente naturale per ogni essere umano. In acqua si passano i primi nove mesi della propria esistenza.

Ma allora qual è il momento della propria vita, dopo la nascita, in cui alcuni di noi perdono questa predisposizione? I bimbi devono essere accompagnati durante la loro crescita a continuare a mantenere questo contatto naturale con l’acqua, fin dai primi mesi dalla nascita. E’ un percorso che cresce nel tempo, Continue reading “I BIMBI E I PRIMI RESPIRI SOTT’ACQUA”

consigli di viaggio, volare

IN VOLO A 3 MESI: MAL D’ORECCHIE

A quasi 3 mesi Diego prese il suo primo aereo: un volo breve, poco più di un’ora, da Genova a Cagliari, sicuramente più veloce di un viaggio in traghetto che avrebbe comportato una notte in mare e il giorno successivo in auto per arrivare al sud della Sardegna.

Gita a Genova prima della partenza
Gita a Genova prima della partenza

Tutta la famiglia in fibrillazione. Nonni e zii ci accompagnarono all’aeroporto. Non mancarono le fatidiche foto di rito con mamma e papà, con solo i nonni, solo gli zii, nonni più zii e combinazioni varie.

Da casa mi preparai un bagaglio a mano con ciò che pensavo mi sarebbe potuto essere utile durante il volo e nelle ore precedenti al gate di partenza: immancabili quindi un vestitino di ricambio, abbondanti pannollini e salviettine umidificate. Per mangiare gli davo ancora il mio latte, quindi non avevo problemi a riguardo.

Il viaggio di andata tutto bene, tranne qualche di cambio di pannollino in più sull’aereo che, avendo la toilette organizzata allo scopo, non mi creò particolari problemi. Diego mangiò, si riposò e dopo un’oretta dal decollo atterrammo, pronti per una settimana di mare!

Se il volo di andata fu piuttosto tranquillo non si può dure altrettanto di quello di ritorno che invece fu un dramma, in particolare nella fase di discesa.

Quando l’aereo incominciò a scendere di quota, Diego iniziò a piangere. Strilla acute rimbombavano in tutto l’aereo. Era disperata. Cercavo di farlo attaccare per dargli il latte, per lui la tettina è sempre stata di grande consolazione, ma niente, non ne voleva sapere.

A quel punto io ero più disperata di lui. Piangevo. Non sapevo che fare. Mio marito che mi diceva di stare tranquilla. Ma non potevo: come facevo se mio figlio stava urlando così! Panico!

5,10,20 minuti, insomma, non ricordo: un’eternità!

Finalmente l’aereo atterrò e Diego smise di piangere. Il suo volto si rilassò, chiuse gli occhietti e iniziò a dormire. Quella notte dormì per 13 ore consecutive e io tirai un sospiro di sollievo.