Giornata tipo di un bimbo che vive a Sharm el Sheikh

Vivere in Egitto con un bimbo? Sì, certo, si può. Eccome se si può. 

L’Egitto per noi è stata la nostra seconda casa. Ci abbiamo lavorato da soli, io al sud, tra Berenice e Marsa Alam, Massimo al nord, tra Hurgada e Sharm.
Poi la decisione di tornarci in tre.
L’Egitto, i suoi colori, i silenzi del deserto, non si possono dimenticare, mai.
E allora col piccoletto, dopo ovviamente esserci stati in vacanza diverse volte, siamo tornati più stabilmente per una stagione invernale. Affittato un appartamento dall’Italia all’ interno del noto Domina Coral Bay di Sharm El Sheikh e biglietto Meridiana in mano, siamo partiti!
La  giornata tipo di Tarzanino? Beh, che dire, eccola qui:
sveglia alle 7:00, colazione veloce con pancake, marmellata di mango homemade, biscotti ai datteri ( i preferiti di Tarzanino);


pantaloncini corti, T-shirt e sandalini, anche a gennaio, cappellino in testa;
–   crema solare, anche a gennaio;
–  zainetto con il pranzo e borraccia piena d’acqua ( mai dimenticarsi l’acqua in certi posti…);
ore 7:30 ci si mette in marcia verso l’uscita del Domina dove passano i taf-taf . Contrattazione sul prezzo e partenza. Direzione Hadaba;

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– dopo 10/20 minuti (tempo variabile in funzione della guida più o meno spericolata dell’autista) arrivo all’asilo;
– qui le maestre accolgono con un :

” Yalla yalla, in the garden”

e fanno entrare Tarzanino oltre il cancello. Noi genitori fuori a salutare (dell’esperienza scuola scriverò un articolo a parte);
ore 15:00 uscita da scuola. Passeggiatina fino alla Shams road e tentativi molteplici di attraversarla senza troppi rischi, tra una parolina in italiano e una in inglese; taf-taf;
– una volta a casa, merenda e compitini ( sì, anche all’asilo c’erano i compiti da fare: matematica, inglese e arabo);

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– poi la scelta: andare al parco, bagno in mare con snorkeling, visita alla fattoria con caprette, miniclub (era un po’ innamorato di un’animatrice), minigolf;

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– solitamente però il meglio per lui, come credo per molti bambini, era la piscina. Una delle tante piscine del Domina. Avevamo accesso a tutte quindi ogni giorno la scelta era molto difficile…

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– all’imbrunire di corsa a casa prima che passasse la “macchina del fumo”, ossia un pick-up che tutte le sera faceva il giro del villaggio per sparare il fumo anti insetti;
– cena;
serata all’anfiteatro a vedere gli spettacoli serali che, nonostante si riproponessero ogni due settimane, non perdeva l’entusiasmo di vederli;
nanna, felice e sereno, consapevole che “domani” sarebbe stata una nuova grande giornata!

Tutto condito da caldo e sole!

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2 pensieri riguardo “Giornata tipo di un bimbo che vive a Sharm el Sheikh

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