città, on the road

Liguria- I borghi del Neva (SV)

Ci sono delle valli in Liguria che celano una natura viva e tesori tra le mura di borghi antichi. Nell’entroterra di Albenga, risalendo la valle del Neva, se ne incontrano tre. Lasciatevi trasportare in un viaggio nel tempo…1.Zuccarello. Borgo risalente al XIII secolo d.C. sorge direttamente sulle sponde del torrente. La via principale, con due porte di accesso, Porta Sottana e Porta Soprana, ha ai lati portici caratteristici dove si possono ancora oggi leggere i segni della storia, come l’evidenza di antiche botteghe nella forma dei portoni di ingresso delle case.

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I carruggi secondari salgono sia verso monte, verso i resti dell’antico castello della famiglia Dei Carretto, o si dirigono verso il letto del torrente.

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Qui, il ponte in pietra è perfettamente conservato. Attraversate il ponte per godere di una vista molto particolare sul borgo!

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Prima di iniziare la visita al paese soffermatevi a leggere tutte le curiosità nel pannello posizionato in corrispondenza della porta Sottana.
Se passerete da queste parti in autunno o in inverno vi meraviglierete dell’atmosfera di questo borgo… D’estate invece potrete assistere alla rievocazione storica del matrimonio di Ilaria del Carretto, figlia del marchese Carlo I del Carretto di Zuccarello, figura quasi leggendaria, tra amore e tragedia.

2.Castelvecchio di Rocca Barbena. A piedi lungo il sentiero di Ilaria che parte dal paese di Zuccarello, o più comodamente seguendo la strada che risale la valle, tra tornanti e un panorama straordinario si arriva a Castelvecchio di Rocca Barbena.

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Un borgo dall’architettura estrema, con le case letteralmente costruite lungo le pendici della montagna che culminano con il castello padronale, ancora oggi proprietà privata. I vincoli stretti e labirintici, spesso bui, si inerpicano fra case in pietra dal fascino straordinario. D’autunno il borgo viene colorato dalle foglie dell’edera rossa e arancione conferendo quel tocco di colore che lascerà a bocca aperta.

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Fondato tra il XII e il XIII secolo sotto la famiglia dei Clavesana, fu ereditato per vie matrimoniali dai Del Carretto nel 1326 e fu inglobato nel marchesato di Zuccarello. Ed è proprio il castello che ancora oggi sovrasta il borgo ad essere stato cantato dal cantautore svedese Björn Afzelius i cui versi si possono ancora leggere in Piazza Cavour:

“Guarda che manto di stelle,
Senti, le carezze del vento!
è notte , è notte in Liguria!
Vieni, dormiamo all’aperto!
Il vecchio Castello di Rocca Barbena
è là ad aspettare il nostro risveglio.
nessuno saprà mai, le cose che ha visto
Il vecchio Castello di Rocca Barbena”.

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3.Colletta di Castelbianco. Tornando verso valle e superato l’abitato di Zuccarello, si gira per Colletta di Castelbianco. Come a Castelvecchio, anche questo borgo è sovrastato dai ruderi del vecchio castello dei Clavesana.

Distrutto da un terremoto nel 1887, il paese fu ricostruito interamente secondo i disegni dell’architetto De Carlo e diventò il primo borgo telematico e sviluppò il concetto di albergo diffuso. Famoso per le sue case in pietra con le finestre colorate e bordate di bianco, Colletta è l’esempio di come un centro abbandonato possa diventare simbolo di rinascita e innovazione!

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