bambini, consigli di viaggio

Viaggi e allattamento

Per me il poter allattare i miei cuccioli durante i viaggi e gli spostamenti è stato assolutamente una nota positiva .

Essere certa che al mio piccolo basta che ci sia io è un pensiero che mi tranquillizza. Non mi devo preoccupare di aver scordato qualcosa, di non sapere dove potrò scaldare il latte o dove potrò sterilizzare il biberon.

Ho allattato e allatto ovunque. Se il piccolo si dispera so bene come fare a dargli conforto…

A proposito ho trovato un libro alla Biblioteca di Reggio Emilia,”L’arte dell’allattamento materno” de La Leche League International, in cui un capitoletto parla proprio dei “Progetti di viaggio” in cui si riportano alcune esperienze di mamme viaggiatrici in cui mi ritrovo molto:

“Una mamma del Texas racconta delle vacanze della sua famiglia ad Acapulco, in Messico:

L’estate scorsa andammo al mare, con la nostra bimba Monica. Grazie al fatto di poterla allattare al seno, fu una meravigliosa compagna di viaggio. Allora lei aveva sei mesi, ed ancora si nutriva esclusivamente di latte materno. Tutto ciò di cui aveva bisogno era sua madre, alcuni pannolini ed un costumino da bagno. Ci divertimmo tutti un mondo. Non avevo la preoccupazione, ad esempio, di cosa avrei fatto se in camera non ci fosse stato il frigorifero, o se non avessi portato il latte a sufficienza, e non avevo il problema di scaldare il biberon, di portarmi dietro il latte per gite lontano dall’albergo, o di risolvere qualsiasi altro problema inerente all’allattamento artificiale. Non importava dove eravamo: in spiaggia, in gita turistica, in piscina o in aereo; ovunque Monica avesse fame, avevo a disposizione ciò che le era necessario.

La sera non dovevamo preoccuparci di reperire un letto per la bimba: la infilavamo nel nostro letto, come facevamo di solito a casa nostra. A lei non importava dove si trovava, si sentiva sicura: era felice di stare con mamma e papà. non ci è mai passato per la mente di escluderla da questa avventura.

Una madre racconta di essere andata a fare una gita in bicicletta con la propria figlia. Lei e il marito erano su un tandem ed avevano legato il seggiolino della figlia ad uno speciale rimorchio dietro alla bicicletta.

Io e mio marito, partiti in bicicletta, decidemmo di non lasciare il nostro hobby preferito solo perché avevamo una bambina: l’avremmo portata con noi.

Poiché Heidi era allattata al seno, andare con lei in bicicletta non procurava alcun disturbo. La mettemmo nel rimorchio con dei pannolini e partimmo. E’ bello non dover portarsi dietro biberon e latte.

Quando Heidi ebbe quattro mesi facemmo una gita di due giorni nei pressi di un lago. Ogni volta che Heidi aveva fame, facevamo una pausa: poppava nel parco, oppure in riva al lago. Attiravamo l’attenzione di molte persone e ad ogni sosta Richard, mio marito, doveva rispondere alle domande che gli venivano rivolte sul tandem e il rimorchio; la bimba intanto continuava a poppare noncurante della gente che si faceva intorno incuriosita dalla nostra bicicletta.

Crediamo che una famiglia felice sia quella unita che gode nel fare le cose insieme. Portare nostra figlia con noi è così naturale che non ci sogneremmo mai di lasciarla in custodia ad una baby-sitter. Per il prossimo inverno abbiamo programmato una vacanza sulla neve, dove praticheremo lo sci di fondo; ed indovinate chi verrà con noi? Esatto: viaggeremo con Heidi!”

La prima edizione del libro risale al 1958. Oggi forse tutto è diventato più semplice e la mamma che dice:

Indossare un abito con manica a pipistrello e con cerniere nascoste fu molto pratico e utile per allattare con discrezione.

sembra una donna di altri tempi… o forse no…

 

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