bambini, consigli di viaggio

Expat: come organizzare la partenza

Una volta deciso di partire bisogna pensare al lato pratico, a come organizzare questa partenza.

“ Adesso che si fa?”

Partire all’avventura senza contatti e senza avere idea di dove andare, se non quella vaga dello stato, significa partire da zero sperando di non farsi cogliere dal panico.

Il primo passo per noi è stato quello di mettere nero su bianco alcuni punti imprescindibili su cui costruire pian piano tutto il resto.

Quindi:

1. Thailandia, ma Thailandia zona mare. Dove ci sono dei diving.

Dalle ricerche scoprii che in Thailandia, a seconda del periodo, sarebbe stato meglio stare su una costa piuttosto che un’altra. Quindi la scelta si riduceva ulteriormente: visto che saremmo partiti nel periodo del nostro autunno/inverno dovevamo optare per la costa ovest.

Se 2. Costa ovest della Thailandia doveva essere, dove sulla costa ovest?

Visto il bimbo di 3 anni meglio escludere isolette sperdute per rimanere in un’area dove ci fosse qualche servizio, magari un ospedale, e la scuola. Si sa mai che avessimo deciso di mandarlo all’asilo… da solo così…in un Paese straniero… in mezzo alla foresta…

3. Phuket o Krabi.

Phuket per i nostri gusti ci sembrava ad occhio troppo grossa, troppo dispersiva con affitti relativamente più alti che a Krabi, in funzione anche del budget iniziale che ci eravamo prefissati. Puntammo quindi su Krabi, zona Ao Nang, perché era quella più turistica, vicino al mare e con diverse scuole con programmi internazionali.

4. Casa.

Prendemmo diversi contatti da Facebook con agenzie locali e, quasi quasi, sembrava anche che avessimo trovato una bella casettina, all’apparenza con tutto l’occorrente, senza eccedere. Certo, mancavano i fornelli e altre comodità tipicamente europee, ma ci saremmo adeguati.

Probabilmente.

Sarebbe stato meglio munirsi di qualche pentolino e piastra elettrica. La nostra mitica, super e fedele piastra elettrica!

5. Volo aereo.

Alla fine fu la parte più semplice. Un buon sito di ricerche, due click e avevamo tre biglietti prenotati!

Si partiva davvero!

6. Non dimentichiamo l’assicurazione medica.

Noi, grazie alla subacquea, ne avevamo già una professionale e con una semplice estensione della mia siamo riusciti a coprire completamente anche Tarzanino.

Un piano molto semplice di cui però, io che necessito di razionalizzare, avevo bisogno per avere l’impressione di avere le cose sotto controllo…

L’impressione…

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