vita da expat

Espatriare con un bimbo all’avventura, perchè?

Cosa spinge una famiglia con bimbo di due anni e mezzo a decidere di partire, lasciare l’Italia, per un Paese che non si conosce e senza nessun contatto in loco?

Sì, lo ammetto, quando mio marito un giorno mi disse:

“Il prossimo inverno andiamo in Thailandia a vivere”

così dal nulla, per un attimo anch’io sono rimasta sconcertata.

La prima cosa che ho fatto? Andare nella cameretta di Tarzanino e cercare questa “ mitica Thailandia” sul planisfero…

All’epoca non sapevo nemmeno come fare ad immaginarmi la Thailandia (o Tailandia?) Provavo a crearmi un’immagine di questo posto nella mia mente ma non avevo idea di quali colori, forme né costumi mettere insieme. Una lingua strana (più strana ancora dell’arabo a cui mi ero abituata negli anni prima), l’immagine di un Buddha, il caldo d’inverno: ecco i pochi elementi che combinavo e ricombinavo tra loro, troppo pochi per riuscire ad avere un quadro generale, realistico e razionale.

wat-thep-nimitr-cliffs-1136606_1920
Ragionando sul da farsi…

Nonostante tutto, la forza che mi spingeva a condividere questa folle idea di mio marito (folle per tutti, soprattutto per i familiari) era legata a diverse profonde motivazioni che in quel momento non ci consentivano di essere davvero felici.

1. Eravamo tornati da qualche mese dalla stagione estiva in Sardegna dove gestivamo un diving center: “Tristezza!!!” infinita… Che poi la Sardegna ci ha fatto sempre sentire come a casa.

2. Quell’anno non ero riuscita avere una supplenza continuativa a scuola. Ci trasferivamo, in base alle chiamate delle segreterie scolastiche, da Reggio Emilia a Torino, da casa dei miei suoceri e casa dei miei, la maggior parte delle volte facendo le valigie di corsa, montando tutti e tre sul primo treno, per essere puntuale il giorno dopo dietro alla cattedra. Per quanto tempo? Non si poteva sapere.

3. Ma soprattutto l’inverno in Italia per noi è sempre stato lungo, troppo lungo. Guardare fuori dalla finestra e vedere il marrone degli alberi spogli, il grigio del cielo e della nebbia per noi era come un muro che ci chiudeva gli occhi, che non ci consentiva di guardare oltre. Oltre a cosa? Sapevamo che oltre a quel muro di nebbia c’era un mondo fatto di azzurro, di colori variopinti dei fondali marini, del caldo del sole.

Quel muro di nebbia si interponeva tra noi e la nostra necessità, non un semplice desiderio, di riempire la vita di molteplici sfumature.

Insomma scalpitavamo.

Volevamo andare a dormire alla sera sapendo di aver vissuto quel giorno nella sua interezza.

Volevamo che il nostro cucciolo imparasse a conoscere quel mondo a colori e quella forza che ti spinge a non accontentarsi, a inventarti se necessario, sempre, tutti i giorni.

Decisione presa, sarebbe già solo stato bello pensarci!

Ma da dove partire?!? Dal sito di annunci di lavoro per istruttori subacquei e da questa foto trovata su Internet digitando la parola “Thailand” sulla barra di ricerca Google.

thailand-2065376_960_720

Work in progress Come organizzare il trasferimento in Thailandia

2 pensieri riguardo “Espatriare con un bimbo all’avventura, perchè?”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...